Il sostegno all’allattamento materno

“Se si rendesse disponibile un nuovo vaccino che prevenisse un milione o più di morti infantili all’anno, e che fosse oltretutto poco costoso, sicuro, somministrabile per bocca e non richiedesse la catena del freddo, diventerebbe immediatamente un imperativo di salute pubblica. L’allattamento al seno può fare questo ed altro, ma richiede una sue “catena calda” di sostegno e cioè assistenza competente alle madri poiché possano avere fiducia in se stesse e per mostrare loro cosa fare, e protezione da pratiche dannose. Se questa catena calda si è persa nella nostra cultura, o ha dei difetti, è giunto il tempo di farla funzionare.” (A warm chain for breastfeeding. Lancet 1994; 344:1239-41)

Il sostegno all’allattamento materno è da noi considerata una priorità nell’assistenza al percorso nascita e inizia in gravidanza con la diffusione delle informazioni necessarie a sviluppare la consapevolezza tra le gravide dell’importanza dell’allattamento al seno e continua favorendo l’immediato attaccamento dei neonati al seno dopo il parto, incoraggiando l’allattamento a richiesta e supportando il rooming-in dei neonati con le loro mamme in puerperio.
Alla dimissione dell’ospedale le puerpere riceveranno materiale informativo sui gruppi di sostegno all’allattamento a loro dedicati.

Le UOC di Ostetricia e di Pediatria hanno fatto richiesta di partecipare al progetto di sostegno all’allattamento materno promosso dalla Organizzazione Mondiale della Sanità.

L'UNICEF e l'OMS hanno redatto un decalogo di misure che ogni struttura sanitaria deve dimostrare di rispettare prima di poter essere riconosciuta "Ospedale Amico dei Bambini".
  1. Definire un protocollo scritto per l'allattamento al seno da far conoscere a tutto il personale sanitario
  2. Preparare tutto il personale sanitario per attuare compiutamente questo protocollo
  3. Informare tutte le donne in gravidanza dei vantaggi e dei metodi di realizzazione dell'allattamento al seno
  4. Aiutare le madri perché comincino ad allattare al seno già mezz'ora dopo il parto
  5. Mostrare alle madri come allattare e come mantenere la secrezione lattea anche nel caso in cui vengano separate dai neonati
  6. Non somministrare ai neonati alimenti o liquidi diversi dal latte materno, tranne che su precisa prescrizione medica
  7. Sistemare il neonato nella stessa stanza della madre ( rooming-in ), in modo che trascorrano insieme ventiquattr'ore su ventiquattro durante la permanenza in ospedale
  8. Incoraggiare l'allattamento al seno a richiesta tutte le volte che il neonato sollecita nutrimento
  9. Non dare tettarelle artificiali o succhiotti ai neonati durante il periodo dell'allattamento
  10. Favorire la creazione di gruppi di sostegno alla pratica dell'allattamento al seno, in modo che le madri vi si possano rivolgere dopo essere state dimesse dall'ospedale o dalla clinica

Da un recente monitoraggio effettuato dalla ASL della Provincia di Bergamo sul tasso di allattamento materno alla dimissione dal parto, soltanto due Ospedali, tra cui il nostro, hanno superato la soglia del 75% di allattamento esclusivo. Questo dato è il risultato dell'impegno profouso da tutti gli operatori coinvolti nel percorso nascita nel sostegno all'allattamento materno. In allegato è possibile visualizzare i dati presentati dalla ASL di Bergamo.